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12 maggio 2011 PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Dicembre 2010 22:29

 

Giovedì, 12 MAGGIO  2011
TRIO FRANK BRIDGE
Roberto Mazzola violino,  Giulio Glavina violoncello, Mariangela Marcone pianoforte

CLAUDE DEBUSSY
(1862- 1918)
Primo trio in sol maggiore: Andantino - Allegro appassionato-Scherzo-
Andante Espressivo- Finale

FRYDERYK CHOPIN
(1810- 1849)
Notturno op.9 n.2 per violoncello e pianoforte
Notturno op. postuma in do diesis minore per violino e pianoforte                    


EDUARD LALO
(1823 – 1892)
Trio in do minore op 7: Allegro moderato- Romanza –Scherzo - Finale

GEORGE GERSHWIN
(1898-1937)
Medley (arr. S. Cabrera)


FRANK BRIDGE TRIO. Fondato nel 1996 da musicisti già presenti nella realtà concertistica italiana sia come solisti che come componenti di varie formazioni da camera e orchestrali, impegnati anche quali docenti e nella ricerca musicologica, il Trio si è costituito con lo scopo di proporre al pubblico, oltre al repertorio tradizionale, anche programmi meno noti. Significativo l’iniziale incontro con la produzione cameristica di Frank Bridge, compositore, grande didatta (fu suo allievo Benjamin Britten), direttore d’orchestra e violinista inglese (1879-1941). È stato invitato a tenere concerti per varie Società concertistiche e Festivals in Italia e all’estero tra le quali Opera Universitaria di Messina, Accademia S. Felice di Firenze, Accademia Musicale Umbra, Serate Schubertiane di Chiavari, Aosta - Sala della Regione, Fondazione Costa di Genova, Associazione Musicale Felice Romani, Festival Internazionale delle Orchestre Giovanili Europee di Firenze, Chiostro di S. Lorenzo - Genova, e molti altri in Italia e all’estero. È stato invitato dall’Associazione Beethoven France ad eseguire in prima assoluta il trio inedito di Ludwig van Beethoven Anhang 3, che ha inciso per Inedita nella collana Beethoven Rarities (recensito con **** su “Musica” e “Amadeus”).
“… i tre interpreti italiani del Frank Bridge Trio si distinguono per l’attenzione nella lettura del testo e per la misura nel rendere chiarificata la linea di forme ancora classiche, oltre naturalmente alla resa dello spirito originale: un Beethoven con i piedi ben piantati nella poetica del Settecento…” (Riccardo Risaliti - Musica); “… nell’elegante e raccolta interpretazione del Frank Bridge Trio, ben calibrata nel dosare i differenti pesi del giovanile impegno beethoveniano…” (Massimo Rolando Zegna- Amadeus)

 

 

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