Domenica, 27 Mag 2018
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La Grande Musica oggi... PDF Stampa E-mail

Cari Amici,

con questo intervento vorremmo iniziare con Voi un dialogo sullo stato della Musica (quella con la maiuscola) nel nostro Paese. Saremmo lieti di ricevere le Vostre opinioni in proposito.

L’occasione ci è data da un convegno svoltosi il 23 maggio 2015 nella bella cornice delle “Bolle” Nardini a Bassano del Grappa. Il tema era “Rinascita Culturale nel Territorio  Bassanese” e vi hanno preso parte insigni personalità della Cultura, tra cui il noto giornalista d’inchiesta Giannantonio Stella del Corriere della Sera, il direttore della Peggy Guggenheim Collection di Venezia Mr Philip Rylands, e poi Carlo Fumian, professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Padova nonché Giulio Martini, editore di Areaarte. L’incontro è stato promosso dall’Associazione di Cittadini POLITES.

Il grande giornalista e scrittore ha parlato di uno dei gravi mali della nostra società: l’incuria e l’incapacità del nostro Paese di trar profitto di quello che è stato definito il “petrolio italiano” ovvero dei Beni Culturali. Interessante anche  l’intervento di Mr. Rylands che ha dimostrato la possibilità di fare di un Museo un’impresa economica in attivo. Le altre due relazioni vertevano su: “Veneto o Los Angeles? Suggerimenti dalla Storia” (Fumian) e “Il Successo della Sinergia” (Martini).

Nel pomeriggio vi sono stati gli interventi dei rappresentanti di alcune associazioni culturali e artistiche della nostra Città, nel corso dei quali chi scrive ha denunciato lo stato pietoso della situazione culturale del nostro Paese per quanto riguarda la Musica, quella con la maiuscola, appunto. E ve lo riportiamo, allo scopo di iniziare con Voi lettori una proficua discussione.

Dopo un exursus sulla storia della nostra associazione, che potete leggere nel sito, A. Z. ha continuato:

“Nelle nostre manifestazioni concertistiche ci proponiamo di curare in modo particolare i programmi musicali, allo scopo di presentare agli ascoltatori musica di grande valore ma con un occhio di riguardo alla ricerca: dalle composizioni “celebri” a quelle meno conosciute o talora addirittura inedite.  Una scelta che ha avuto ottimi riscontri di pubblico. Quanto a riscontri da parte degli organi più particolarmente deputati alla diffusione della Cultura... beh, molto meno, o per meglio dire, niente del tutto, dato che i media ben poco spazio dedicano alla Grande Musica. Infatti al giorno d’oggi parlare di Grande Musica nei programmi radiotelevisivi è del tutto “proibito” dato che, pare si abbassino gli ascolti, mentre sulla carta stampata lo spazio dedicato è ridotto a qualche striminzito trafiletto. Ogni tv-giornale dell’ente di Stato RAI (ente cioè pagato da noi cittadini: si badi, pagato tre volte, con il canone annuale, con le tasse e con la pubblicità, ché anche quella ricade sui cittadini compratori di prodotti pubblicizzati!) non si perita di dare notizia dell’ultimo album pubblicato da questo o quel canzonettista rock o pop o quel che sia, in auge finché di moda  e di cui non si sentirà più nemmeno parlare dopo qualche anno, mentre è assolutamente trascurata qualsiasi manifestazione di musica colta, quella fatta dai veri professionisti della Musica.  

E mentre per una TV- o Radio-emittente privata si impone la scelta di trasmettere musica di largo consumo (canzoni più o meno rock e niente altro di più elevato culturalmente) altrimenti si abbassano gli ascolti, per un Ente quale è la RAI, di proprietà dei contribuenti, ovvero di tutti i cittadini, anche di coloro che amano qualcosa di più fine, di più importante, qualcosa che contribuisca ad elevare il livello di conoscenza, vale a dire la Musica di alto livello, dalla più antica alla contemporanea, proveniente dalle culture più diverse di ogni parte del mondo: ebbene, questo tipo di Musica è praticamente ignorato, non fosse che per un unico canale televisivo (RAI 5), nella congerie di tutti quelli offerti dal digitale terrestre. Che peraltro oltre a qualche concerto registrato nel corso della lunga storia dell’Ente (e peraltro anche molto mal curato, a quanto ho potuto constatare), trasmette per lo più molte altre cose – altamente culturali, certo, spesso travalicanti le mie possibilità intellettive per cui mi astengo da giudizi - che con la Musica non hanno nulla a che vedere. E nel suo sito nemmeno si possono leggere  i programmi trasmessi!

 

La nostra associazione vuole inoltre favorire l’avvicinamento alla Grande Musica dei giovani cercando ove possibile la collaborazione delle scuole e soprattutto affidando a molti giovani che hanno scelto la Musica come loro fine e professione l’opportunità di farsi conoscere ed apprezzare dal pubblico.

Senonché, per quanto detto un momento fa, noi in questo intento ci troviamo a combattere un’impari lotta contro il prevalere del commercio, che si oppone alla diffusione della Cultura, specialmente Musicale. Già, perché organizzare solo  qualche concerto nell’arco di una stagione concertistica non è sufficiente, se non si ha alle spalle un ambiente che possa soddisfare un’esigenza di Cultura continua. È nozione comune: per ogni forma d’Arte c’è un percorso da compiere, sia per arrivare a praticarla, sia per arrivare a capirla ed apprezzarla: nessun artista nasce artista; le sue innate capacità devono essere coltivate e guidate da maestri capaci e sapienti, così come nessuno di noi nasce con la capacità innata di comprendere immediatamente un’opera d’Arte: dobbiamo essere guidati ed istruiti da maestri capaci e sapienti. Nessuno può immediatamente capire fin dai primi anni di vita la Divina Commedia: la capirà e ne apprezzerà la grandezza dopo un lungo percorso di studi letterari, dai più semplici via via fino ai più complessi. Ci vuole la Scuola e poi leggere, leggere e ancora leggere. E per questo ci sono – oltre alla scuola – le biblioteche, le librerie... Così passiamo dalla “Vispa Teresa” e dalle fiabe ai Promessi Sposi, a Dante, a Tolstoj.

Lo stesso percorso è necessario per la Musica: dalla ninna nanna cantata dalla mamma alla "Nona" di Beethoven, un gradino alla volta scalando dalla canzone popolare a quella più impegnata per approdare alla fine ad apprezzare le musiche che, al nostro orecchio ed al nostro gusto educato con il continuo ascolto di musica di più ampie dimensioni e contenuti, ci appaiano di maggior valore. Ma come fare, se non vi sono occasioni continue di ascoltare musiche di valore? Come fare se in ogni tele o radio giornale viene magnificata come “arte somma” musica di valore solo commerciale, artisti senza cultura, cantanti senza voce ma ultra-amplificati... e mai un commento sui concerti dei veri grandi Artisti della Musica o sugli allestimenti dei teatri d’opera più importanti del nostro Paese?   

La Musica è un’Arte, come Arti sono la figurativa, la letteratura ecc. Come potremmo arrivare alla conoscenza delle opere letterarie prodotte nel mondo se non ci fossero più le biblioteche civiche? e se le librerie si limitassero a vendere romanzetti gialli o rosa o fumetti? (forse avrei dovuto dire più correttamente: thriller, romances, cartoons... mi scuso... non so l’inglese, lo confesso). Potremmo mai apprezzare la bellezza di quadri o sculture se non ci fossero musei e... chiese? Quale architetto potrebbe progettare costruzioni armoniose se non avesse immagazzinato nella memoria quelle viste nelle grandi città d’arte? Non possiamo certo farci spontaneamente una cultura letteraria se non disponiamo della possibilità di frequentare una libreria o una biblioteca civica. La Scuola ci fornisce le basi per farci una cultura: ci fa conoscere le opere fondamentali, ma il piacere della lettura e del capire quello che stiamo leggendo ce lo dà il continuo leggere, alla scoperta di quello che la Scuola, per mancanza di tempo, non ci ha dato.

Analogamente, non è frequentando qualche concerto che potremo coltivare il gusto per la Musica, ma è la possibilità di ascoltarne di continuo, di ogni epoca e di ogni Paese e ad ogni ora nelle ventiquattr’ore: è la radio-tv la nostra “biblioteca civica”, quella che pian piano ci conduce alla conoscenza ed alla comprensione dei Grandi della Musica: soprattutto la disponibilità di almeno un canale radiofonico che trasmetta in continuazione Musica, naturalmente introdotta da qualche utile notizia per la sua comprensione e il suo inquadramento nel tempo e nello spazio. La Musica dovrebbe accompagnarci nel suo modo discreto e non invadente in ogni momento libero da altri impegni sonori: quando andiamo in auto da un posto all’altro, quando ci dedichiamo a curare il giardino di casa o della casa svolgiamo i consueti lavori routinari di manutenzione. Ma da anni però la RAI, Ente di Stato, perciò da noi mantenuto, somministra Musica con il contagocce, come fosse una medicina con effetti deleteri se presa a larghe dosi. È vero, c’è un canale radiofonico – la vecchia “filodiffusione”, ora RAI 5 Classica – disponibile 24 ore su 24 e ce n’è anche uno televisivo (RAI 5) che trasmette qualche concerto. Ma sono udibili solo con il digitale terrestre o tramite satellite, non possiamo usufruirne quando andiamo in macchina o nel giardino di casa. I canali disponibili in quei casi emettono solo ed esclusivamente musica leggera, rock e... parole parole parole... Fossero repliche – come si usa da tempo immemorabile nei mesi estivi -, poco costerebbero. Il fatto è che sono dette da persone, che per dirle ricevono uno stipendio o comunque un compenso. Pagato da noi contribuenti.       

Perché alla fine anche di questo si tratta, e mettiamola pure sul piano economico: un paio di canali che trasmettessero soltanto musica, uno quella più leggera, popolare, di largo consumo ed uno quella più impegnata, la cosiddetta “classica”, costituirebbe un bel risparmio per noi contribuenti, considerando il minor costo di una congrua provvista di CD rispetto agli stipendi di una massa sterminata di parlatori di professione... O mi sbaglio?

Con i più cordiali saluti,

 

A. Z.

(Presidente dell'Associazione Amici della Musica "Giorgio Vianello" di Bassano del Grappa")
 
 
 

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